Classe 1992, Fulvia Buffoli è da sempre innamorata dei libri, perciò arrivare a studiare da rilegatrice è stata solo una evoluzione naturale per l’interesse verso il libro: lettura, scrittura, restauro della carta e infine rilegatura.

Dopo essersi iscritta all’Università, di Padova sotto il dipartimento di Storia inizia ad approcciarsi agli studi artistici grazie alla Scuola Internazionale di Comics, dove segue il primo anno del corso di illustrazione con insegnanti quali Angelo Bussacchini, Vittorio Bustaffa e Damiano Bellino, superando il test finale con un punteggio di 27/30, distinguendosi per l’abilità nella ritrattistica iperrealista degli animali. Al termine del primo anno conosce la realtà dell’Associazione Olivotto e decide di dedicarsi al restauro della carta, seguendo il corso di 368 ore presso la Scuola di Scienza ed Arte della Legatura di Vicenza; nel corso dei due anni di studio ha modo di lavorare anche in due stage presso il Centro di Restauro del Libro Antico presso l’Abbazia di Praglia, a Teolo. Seguono corsi di specializzazione sulle carte decorate e un primo approccio alle 13 tecniche di decorazione del cuoio. Il desiderio di affinare le tecniche e di acquisire maggiore precisione nel lavoro la spingono verso il Centro del Bel Libro, ad Ascona, Svizzera, dove ha modo di frequentare molteplici corsi sotto la guida di Suzanne Schmollgruber, direttrice del Centro. Ripartendo dalle basi della legatoria per apprendere l’approccio più pulito e preciso possibile, segue in particolare i corsi sulla lavorazione del cuoio mirando via via alle tecniche più squisitamente bibliofile, imparando le legature flessibili in cuoio, la rilegatura alla Bradel fino alla rilegatura in mezza pelle alla francese. Nel corso degli studi ha modo di approfondire le tecniche della decorazione moderna del libro grazie a una masterclass tenuta da Hélène Jolis presso il Centro del Bel Libro, cui ha fatto seguito una visita a Parigi presso il laboratorio della docente per imparare anche le basi della doratura con i punzoni.

Sue fonti di ispirazione sono Luigi Castiglioni, Monique Mathieu e Hedi Kyle.
Il suo approccio verso tutte le arti manuali è curioso, insaziabile, in costante ricerca di punti d’unione e di tecniche miste che le permettano di donare nuove forme al libro. In questa direzione, ha seguito due corsi specialistici presso la bottega di Mastro Santi Del Sere, artigiano riconosciuto dalla Regione Toscana nella sede del suo laboratorio ad Anghiari, per imparare le basi e l’applicazione della tarsia lignea, tecnica che ha poi sviluppato e perfezionato al fine di applicarla alla decorazione dei piatti del libro. Crede fermamente che ogni branca dell’artigianato funzioni secondo la struttura dei vasi comunicanti, e che quindi la condivisione di tecniche sia una ricchezza, non una svalutazione del proprio operato o un imbastardimento. Anche se magari i risultati talvolta non sono così… “seri” .

Il suo mantra si concentra su tre P: Precisione, Pazienza, Pratica. Ma cerca anche di non prendersi troppo sul serio.
Ciò che preferisce sono gli ordini personalizzati, che le permettono di cercare e adottare soluzioni inedite per venire incontro alle esigenze del cliente.